Vip e Gioco d’Azzardo: chi sono e quali giochi preferiscono

Vip e Gioco d’Azzardo: chi sono e quali giochi preferiscono

Giocare d’azzardo è una passione comune e trasversale nella quale non importa da che percorso si arrivi, a quale segmento sociale si appartenga o quale sia la propria capacità economica: chiunque può rispondere all’identikit del vero giocatore, che si sia un ricco Vip o un comune cittadino qualsiasi. Ma chi sono i Vip che prima o poi potreste incontrare giocando? Quali sono i loro giochi preferiti?

Gioco e Vip, un legame “insospettabile”

In qualche modo la presenza di parecchi Vip tra le fila dei giocatori più appassionati torna utile anche per ribadire un concetto piuttosto importante: le vincite sono sì un obiettivo attraente, ma il vero motivo per la passione del gioco è il gioco stesso, un meccanismo che coinvolge allo stesso modo anche chi non ha particolarmente bisogno di “soldi facili” venendo da un ambito lavorativo già ricco a prescindere.

E si tratta di una passione che non conosce confini, perché tra le celebrities che amano il gioco d’azzardo possiamo trovarne di tutte le provenienze: dagli dei dello star-system internazionale ai meno universalmente conosciuti vip nazionali che fanno notizia in Italia ma che nessuno (o quasi nessuno) riconosce all’estero.

Per cominciare con esempi “nobili” ci piace citare Ben Afflect, che risulta essere così addentro al gioco al punto da essere stato cacciato da un casinò di Las Vegas una volta sorpreso a contare le carte durante una partita di Blackjack. Meno “scientifico” è senza dubbio lo stile di gioco di Sean Connery, che è invece un appassionato giocatore di roulette con uno stile molto particolare: punta sempre e solo sul 17, numero bistrattato da molti che è invece il suo preferito in assoluto (al punto di averci vinto ben 15 milioni di lire nel 1963, cifra al tempo enorme, sbancando di fatto un famoso casinò italiano).

Anche Robert De Niro, amato protagonista proprio di Casinò (film di Martin Scorsese considerato quasi come un “manifesto” per il gioco d’azzardo), è un affezionato di gioco d’azzardo, ma oltre a quello giocato sembra essere interessato anche alle sale da gioco in sé per sé visto che negli anni ha investito milioni diventando socio di catene di resort di lusso con casinò annessi sia ad Antigua e Barbuda che nelle Filippine.

Ed i Vip italiani?

Come accennato già prima questa passione non riguarda però solamente i vip stranieri, perché anche tante celebrità italiane sono conosciute essere grandi appasionate di gioco, alcune delle quali sono salite agli onori della cronaca proprio per questo loro “piccolo debole”.

Il più famoso a riguardo è senza dubbio Marco Baldini, storico coautore e spalla di Fiorello sia in radio che in tv, il quale è stato al centro di una storia di gioco decennale che è sfociata nella pubblicazione del libro “Il Giocatore” nel quale parla proprio del suo rapporto (non particolarmente sano in verità) con il gioco che lo ha portato ad una ludopatia conclarata che ha avuto serie conseguenze nella sua vita sia privata che professionale.

Destino simile quello di Pupo (al tempo Enzo Ghinazzi) con la passione per il poker che nel tempo lo ha portato a perdere molti dei guadagni realizzati con la sua professione, ma che dopo un periodo tribolato lo ha portato a diventare uno dei più attivi commentatori ed opinionsti del Poker professionale in Italia.

Finita così? Certo che no perché anche Katia Ricciarelli, famoso soprano ed ex moglie di Pippo Baudo, è un’appassionata giocatrice che ha anche ammesso una forte simpatia per i videopoker online; così come Emilio Fede e Mara Maionchi sono stati per anni tra i più assidui frequentatori dei casinò del nord Italia al punto da essersi fatti autobandire per non poter più avere accesso al tavolo verde.

Le Nostre Conclusioni

Insomma la lista è lunga, anche perché quelli di cui abbiamo parlato non sono che alcuni esempi dei più famosi appassionati di gioco sia del panorama nazionale che internazionale, che in verità vede ben più nomi a confermare quanto asserito all’inizio di questo articolo: cioè che quella per il gioco sia una passione trasversale che non riguarda esclusivamente determinati ceti sociali o livelli economici più “bisognosi”.

Certo trovandosi ad un tavolo di gioco con Ben Afflect o Robert De Niro forse si avrebbe qualche problema a vedere le loro puntate, ma al di là della differenza di capacità economica il principio rimane in realtà il medesimo: siamo tutti morsi dalla stessa passione.

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