Vietato Giocare: ecco tutti i Paesi senza Gioco d’Azzardo

Quando si parla di gioco d’azzardo non si può certo dire che “tutto il mondo è paese”, questo perché non sempre le leggi che lo regolamentano vengono fondate sulla stessa base culturale. Per rimanere in tema di modi di dire è invece più corretto citare “paese che vai usanze che trovi”, perché in un’epoca nella quale il gioco risulta enormemente diffuso ci sono in realtà luoghi in cui è assolutamente vietato sotto tutte le sue forme (pur prevedendo quasi sempre delle eccezioni.

Gioco d’Azzardo, una questione diversa da paese a paese

Soprattutto trattando di gioco digitale via web viene quasi sempre spontaneo pensare che ci si riferisca a quel famoso Villaggio Globale nel quale si vive tutti secondo le stesse abitudini e regole, ma in verità non è così e tutto dipende solo dall’essere nati in quel lato del mondo nel quale tutto risulta molto più libero da raggiungere, “vizi” e piaceri non sempre apprezzati da tutti inclusi.

Di paesi nel mondo nei quali il gioco d’azzardo risulta del tutto vietato ce ne sono diversi, per lo più concentrati in Asia e nel mondo islamico, ma è singolare vedere come nella maggior parte dei casi esistano in qualsiasi caso eccezioni più o meno simboliche che vanno contro a questi divieti.

Tanto per cominciare, quali sono le principali ragioni di questi divieti? Il più delle volte sono motivazioni legate alla cultura e alla religione locale che però hanno anche abbondanti ripercussioni sociali, così come ad esempio il tentativo di tenere lontane dal gioco masse povere che potrebbero venirne molto penalizzate.

Da questo punto di vista possiamo citare paesi come la Cambogia, dove il problema della ludopatia è uscito fuori controllo al punto da costringere il Governo a vietare ogni forma d’azzardo al di fuori delle poche lotterie nazionali e dove è in qualsiasi caso possibile recarsi (se si è turisti) al bellissmo casinò di Phnom Penh. Una situazione del tutto simile a quella della Corea del Nord, nella quale è vietato con pene severissime qualsiasi tipo di gioco, ma dove è si trova anche un eccellente casino (a Pyongyang, la capitale) nel quale possono recarsi solo gli stranieri.

Il Giappone invece ha fatto in qualche modo il percorso inverso venendo da un divieto totale (veniva concesso solo il tradizionale gioco del Pachinko) per arrivare ad una legalizzazione parziale del gioco terreste. Un dettaglio buffo è che in questo caso l’eccezione è rappresentata, un’altra volta andando al contrario, da province che hanno invece deciso di non applicare la nuova legge mantenendo il gioco vietato.

Cosa dire poi della Cina, dove il gioco è severamente vietato ma dove esiste Macao, che ormai è il più grande polo mondiale del turismo del gambling avendo praticamente surclassato per numeri anche Las Vegas?

Ed il Medio Oriente?

Nei paesi di religione (e cultura) islamica il gioco risulta vietato in generale, ma anche in questo caso ci sono delle situazioni particolari che vale la pena citare: in primis gli Emirati Arabi Uniti, dove il gioco è assolutamente vietato e dove vige un ferreo controllo anche su quello clandestino, ma dove a quanto pare è possibile in qualche modo accedere al gioco online proprio sfruttando in questo caso la debolezza dei controlli.

Il Quatar è invece uno dei paesi con le pene più severe e non permette nessun genere di azzardo incluse le scommesse sportive anche in questo caso ponendo molta attenzione sul controllo del gioco clandestino. Ma c’è un però: accedere a siti di gioco online che non hanno sede nel paese è invece del tutto legittimo, il che crea una vera discrepanza con il gioco di terra.

Situazione quasi simile a quelle viste in Asia è invece quella del Libano, dove il gioco è vietato con eccezione di un unico casino nazionale autorizzato: il Casino du Liban di Jounieh. Però anche qui c’è un’eccezione “particolare” visto che esistono navi con casinò all’interno che portano i passeggeri in acque internazionali dove poter giocare liberamente senza infrangere alcuna legge.

Il resto del mondo islamico? La legge è sempre simile, il gioco è vietato, quello che cambia in realtà è che non si riscontrano altre eccezioni che permettano in qualche modo di avere accesso ad attività d’azzardo sia terrestri che online.

Le Nostre Conclusioni

E’ interessante vedere come in realtà non siano affatto pochi i luoghi del mondo nei quali il gioco d’azzardo non è disponibile, così come risulta ancora più interessante notare che il gioco terrestre ed il gioco digitale vivano in molti casi destini differenti che talvolta favoriscono l’uno e talvolta favoriscono l’altro.

Chissà se un giorno si arriverà ad uniformare le leggi anche solo per quanto riguarda il gioco digitale, un punto d’arrivo forse impossibile e probabilmente nemmeno corretto che però lascia molto da pensare su come il gioco sia invece del tutto permesso, favorito e promosso in Europa ed in occidente in generale: una realtà che nel nostro caso permette di portare avanti una grande passione da poter vivere esattamente come tante altre.

Massimo Tagliaferri
 

Massimo Tagliaferri è nato nel 1986 a Bologna ed ormai da anni vive a Milano, dove si è laureato in ingegneria informatica e lavora come programmatore. E' socio fondatore di MiglioriCasinoOnline.info, per il quale è anche responsabile di tutte le analisi tecniche, della realizzazione informatica del sito ed autore.