Terremoto a Las Vegas: MGM Resort licenzia 18.000 dipendenti

Succede in conseguenza ai danni fatti dal Covid-19, che non solo sta mietendo vittime in tutto il mondo, ma sta anche mettendo in ginocchio qualsiasi ambito lavorativo, tanto più se connesso al turismo. Ma quando si parla di Las Vegas i numeri, soldi o danni che rappresentino, sono sempre impressionanti.

I danni per MGM Resort e Las Vegas

Che la pandemia di Covid-19 stesse facendo disastri a tutti i livelli si sapeva, è una realtà tristemente nota anche solo per le coseguenze personali che sta avendo su ciascuno di noi, ma quando a subire il contraccolpo è l’industria del gioco d’azzardo Made in U.S.A. e targata Las Vegas i termini di riferimento diventando a dire poco mastodontici, ed è proprio questa la parola che useremo per definire il danno subito da MGM Resort, colosso del turismo e del gioco d’azzardo americano che ha tante strutture anche nella città magica del Nevada.

Il numero delle lettere di licenziamento inviate è davvero impressionante sia in termini assoluti che percentuali: si parla di un taglio di 18.000 dipendenti sui 70.000 totali, ovvero poco più del 25% di tutta la forza lavoro della compagnia. Taglio operato su scala nazionale che però si concentra giocoforza soprattutto su Las Vegas.

Per darvi una misura di quali siano state le consequenze economiche della pandemia nelle casse di Sin City basta dire che il numero di avventori in città sia precipitato al 39% di quello che normalmente sarebbe dovuto essere: tanto per fare un esempio gli hotel di Las Vegas (anche quelli da sogno situati dei grandi casinò) stanno offrendo camere a meno di $ 50,00 a notte, ma nonostante questo nessuna struttura riesce a superare una percentuale di occupazione superiore al 43%. Una crisi questa a propria volta conseguente a quella relativa al collasso del traffico aereo nazionale ed internazionale: è stato infatti acclarato che i pochi unici visitatori in città siano quelli capaci di raggiungerla in macchina, mentre i veri “forestieri” non fanno ancora segnare la loro presenza tra i tavoli della Strip.

Chi altro paga le conseguenze? Il Poker

Al di là delle conseguenze generali per persone e strutture c’è però anche un’altra storia da raccontare, ovvero la chiusura di una delle sale poker più storiche e famose che ci fossero a in città: Harrah’s, una vera istutuzione, non tanto importante in termini di numeri (solamente dieci i tavoli presenti), ma molto significativa in termini simbolici visto che dopo decenni e decenni un vero luogo sacro del poker di Las Vegas dovrà fare spazio a delle slot-machine.

E se Harrah’s ha pagato questa situazione con la chiusura, gli altri cercano di evitarla regolando il gioco in modo molto stretto: nei vari casinò crescono sempre di più i tavoli cosidetti 8-Max, dove si gioca appunto in otto divisi da pannelli di plexiglass che garantiscono la sicurezza dei giocatori. In quelle situazioni in cui non è possibile installare i pannelli c’è invece l’obbligo di mascherina e di tavoli con non più di 6 giocatori. Il risultato? Delle trentuno sale da poker di Las Vegas una tra le più storiche ha chiuso e delle altre ce ne sono aperte solamente quindici.

E tutta questa situazione non è solo colpa del crollo del turismo, ma anche dell’annullamento di tutte le convention, le fiere, gli eventi sportivi, musicali e di spettacolo che di solito tengono accese tante delle luci della città veicolando al suo interno milioni di persone ogni anno, delle quali buona parte si intrattiene ovviamente anche in attività di gioco d’azzardo. Questo naturalmente in tempi normali, perché in tempo di pandemia invece tutto quello che succede a Las Vegas non resta a Las Vegas visto che mai come in questo momento chiunque soffre degli stessi problemi, sanitari ed economici senza distinzione.

Le Nostre Conclusioni

Non è certo la prima volta che ci troviamo ad affrontare la tematica Covid-19 vs Gioco d’Azzardo, un tema che alla fine di riporta sempre allo stesso risultato in qualche modo “agrodolce”: così come il gioco terrestre dei casinò e delle sale scommesse soffre gravemente le conseguenze della pandemia prendendo parte al tremendo effetto domino che sta coinvolgendo più o meno tutti i settori lavorativi, così invece il gioco digitale nei casino online sta vivendo un momento di grande crescita.

E’ una realtà agrodolce perché coinvolge e coinvolgerà tante persone che perderanno il lavoro, ma probabilmente è una realtà con cui presto o tardi avremmo dovuto comunque fare i conti anche solo per il semplice fatto che internet si sta facendo sempre più spazio in qualsiasi ambito della vita. La pandemia forse ha soltanto accelerato un processo che in qualsiasi caso era già iniziato a prescindere, ma rimane il fatto che le sue conseguenze si stiano rivelando davvero molto serie, a Las Vegas come in tutto il mondo.

Massimo Tagliaferri
 

Massimo Tagliaferri è nato nel 1986 a Bologna ed ormai da anni vive a Milano, dove si è laureato in ingegneria informatica e lavora come programmatore. E' socio fondatore di MiglioriCasinoOnline.info, per il quale è anche responsabile di tutte le analisi tecniche, della realizzazione informatica del sito ed autore.