La Guardia di Finanza di Caltagirone (Catania) ha avviato tutte le verifiche fiscali del caso nei confronti di un uomo che, nonostante formalmente disoccupato e ricettore del Reddito di Cittadinanza, sembra aver investito poco meno di € 130.000,00 nell’arco di cinque anni in scommesse sportive, con una punta massima di più di € 45.000,00 nel solo 2018. Rischia una pena di 6 anni per frode fiscale.

Reddito di Cittadinanza e Scommesse per € 130.000

Ieri a Caltagirone, in provincia di Catania, si è messa male per un uomo, italiano ed al momento ancora “senza nome”: la Guardia di Finanza si è infatti attivata per procedere a tutte le verifiche del caso così da andare a fondo in quella che sembra essere a tutti gli effetti una frode fiscale anche abbastanza macroscopica.

L’anonimo indagato è un cittadino italiano ufficialmente discoccupato e nullatenente che percepisce regolarmente il Reddito di Cittadinanza che il Governo mette a disposizione come misura di assistenza economica per tutti gli aventi diritto che si trovano in difficoltà finanziarie intanto che cercano lavoro: fin qui tutto bene, una situazione assolutamente analoga a quella di migliaia di connazionali che percepiscono questo sussidio così come a quella di tutti coloro che sono in attesa di riceverlo, peccato però che la persona in questione negli ultimi cinque anni abbia anche scommesso su eventi sportivi per un totale di € 129.547,00, con una punta massima di € 45.600,00 solamente nel 2018.

Si tratta di cifre un “tantino” sopra la media rispetto a quanto gli altri discoccupati abbiano a disposizone e sicuramente un po’ troppo abbondanti rispetto a quanto il RdC possa permettere di avere accesso: la proporzione è ovviamente assurda ed ha immediatamente attirato l’attenzione della Guardia di Finanza dopo un primo rapido controllo sul volume di ricariche sul conto di gioco dell’indagato, il che ha fatto poi scattare le altrettanto ovvie verifiche delle fiamme gialle che al momento stanno “spulciando” tanto le dichiarazioni fiscali dell’uomo quanto i dettagli della sua attività di scommettitore online.

Scommesse Sportive vs Reddito di Cittadinanza

Chiaramente trattando una notizia del genere l’accento deve per forza andare sull’importantissima cifra che l’uomo ha scommesso in solamente cinque anni nonostante sia ufficialmente un disoccupato nullatenente, ma oltre al danno in questione si aggiunge anche la grande “beffa” del Reddito di Cittadinanza, che in questo momento è una misura molto utile come ammortizzatore sociale, ma che è anche molto discussa per una serie di ragioni differenti tra le quali figurano anche situazioni come quella in questione.

I detrattori del Reddito di Cittadinanza hanno usato ed usano spesso come argomentazione il fatto che questa misura rischi di favorire la strumentalizzazione di chi intende utilizzarla in modo truffaldino, così come da parte di chi non ne ha diritto o la fraintende come uno “stipendio di Stato” invece che come un sostegno temporaneo mentre si è in cerca di impiego.

Insomma il caso non solo rischia di penalizzarci tutti come ogni truffa ai danni dello Stato, ma rischia anche di buttare benzina sul fuoco sulle discussioni inerenti al Reddito di Cittadinanza, questo nonostante il centro della questione sia piuttosto un altro, cioè che un disoccupato abbia speso quasi € 130.000,00 in scommesse sportive in soli cinque anni arrivando ad una punta massima di più di € 45.000,00 in un solo anno: un budget che nemmeno dei lavoratori con uno stipendio medio/alto potrebbero permettersi per divertirsi con il gioco online.

Cosa succederà adesso? Venisse confermato questo quadro l’anonimo indagato dovrà appunto rispondere per frode fiscale e truffa ai danni dello Stato rischiando fino a sei anni di reclusione, questo oltre a dover rendere all’INPS tutto quel che indebitamente percepito e pagare all’Agenzia delle Entrate le imposte sul reddito reale accertato attraverso le indagini.

Le Nostre Conclusioni

Secondo noi c’è però anche un’altra valutazione da fare che sarà magari secondaria ai fini di questo fatto di cronaca ma che è invece prioritaria per noi: qualsiasi sia il reddito di una persona, a meno che non multimilionaria, non può contemplare un budget annuale di gioco medio di € 26.000 arrivando anche a punte di € 45.000, si tratta di cifre mostruose che difficilmente si giustificano con il piacere per il gioco.

Per quanto ci riguarda speriamo che notizie del genere servano anche a far riflettere su quello che è il “lato oscuro” del gioco d’azzardo, invogliando tutti gli appassionati ad una condotta corretta grazie alla quale il gioco possa rimanere un piacere innanzi tutto sicuro.

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