Cina: da Settembre si dovrà usare il propio nome per giocare

Cina: da Settembre si dovrà usare il propio nome per giocare

Come sappiamo la Cina è un Paese con un altissimo livello di controllo sulle attività online e c’è una grossa novità anche per gli amanti del gioco digitale: da Settembre sarà infatti obbligatorio utilizzare il proprio nome sui siti nei casino online.

La novità di Settembre in Cina

I conoscitori più attenti delle realtà di gioco d’azzardo fuori dall’Italia sapranno già che la Cina sia ormai da parecchi anni particolarmente attiva contro la diffusione del gioco online tra i giovanissimi, una battaglia che ha come obbiettivo il contenere e gestire i potenziali rischi di dipendenza da gioco d’azzardo almeno tra gli utenti minorenni che in teoria non sarebbero nemmeno autorizzati ad avere accesso ai portali di gioco.

Questa battaglia negli anni è stata combattuta a colpi di regole e restrizioni, che però si sono spesso scontrate con li escamotage trovati dagli utenti per aggirare tutti i limiti imposti, primo tra cui il sempre crescente utilizzo di account fake attraverso i quali apparire più grandi di quanto si sia realmente.

E se le restrizioni non hanno avuto il successo sperato (o almento non totalmente), ora la nuova arma arriva direttamente dalla tecnologia: è stato appena varato infatti un decreto che obbligherà i portali di gioco online ad utilizzare un sistema infomatico di autenticazione degli utenti che verrà distibuito e gestito direttamente dal Governo e che impedirà di fatto la possibilità di girare attorno alle regole costringendo i minorenni a rimanere fuori dai loro portali di gioco preferiti.

E’ giusto così? Servirebbe anche da noi?

Chiaramente questa decisione ha “seminato il panico” tra i giocatori cinesi, tanto più tra quelli che si ritroveranno fuori dai giochi, ma è una scelta che si basa su un principio molto semplice che in un Paese come la Cina non poteva rimanere troppo sottotraccia: se i benefit economci del gioco d’azzardo vanno in tasca a casino online e a giocatori, i danni finanziari generati dalla gestione dei cittadini affetti da ludopatia vanno invece a gravare inevitabilmente sulle casse dello Stato, che si vede appunto costretto ad accentrare la soluzione del problema aggiungendo ulteriore controllo alle già non troppo libere attività online della popolazione cinese.

Senza dubbio in Italia un provvedimento del genere verrebbe considerato un po’ troppo “forte”, non tanto in funzione del problema che mira a risolvere quanto piuttosto del metodo che verrebbe considerato fin troppo invasivo per quella che è la nostra cultura digitale: è per questo che i portali italiani, tanto più quelli autorizzati da AAMS/ADM, preferiscono un’azione sul piano informativo ed appunto culturale come la sempre presente campagna “Gioco Sicuro”.

Le Nostre Conclusioni

Siamo molto curiosi di vedere quali saranno gli effetti di questa nuova misura sul mercato del gioco digitale cinese, effetti che potrebbero tanto consistere in un raggiungimento efficace dell’obbiettivo preposto quanto in una nuova ondata di escamotage diversi capaci di aggirare parzialmente o totalmente il problema: tutto dipenderà dall’impostazione tecnologica della soluzione, aspetto che ancora non ci è dato conoscere.

Di sicuro c’è che la Cina stia provando ad affrontare il problema in modo decisamente serio e che in qualche modo gli effetti di queste decisioni faranno sentire il proprio sciame anche da noi, come sempre succede in un mercato sempre più globale nel quale vizi e virtù del gioco online vanno a toccare allo stesso modo ogni Paese.

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