Si tratta di una storia giudiziaria inizata quasi nove anni fa ed appena conclusa con tre condanne, ripettivamente inflitte a due croupier ed ad un controllore del Comune attivo all’epoca dei fatti. L’accusa era di furto aggravato e l’epilogo ha un’altra volta dimostrato come certe attività non rimangano impunite nonostante i lunghi tempi della giustizia.

La Storia

I fatti risalgono all’ormai lontano 2011, quando due croupier, ed un ormai ex controllore comunale vennero trovati a rubare delle fiches del casinò di Sanremo (il più delle volte attigendo al banco delle roulette alle quali lavoravano) così da far scattare l’interesse delle autorità.

La scoperta venne fatta analizzando le immagini delle telecamere a circuito chiuso attive nel casinò (curioso come degli addetti del casinò stesso non ne abbiano considerata la presenza ed il controllo da parte di chi di dovere) nelle quali appariva evidente come i tre portassero avanti con regolarità la loro attività illecita (tanto da farli rientrare nel furto aggravato appunto per la reiterazione oltre che per la loro posizione di interni al casino).

Dopo qualche mese di indagini nel 2012 le forze dell’ordine avevano effettuato un vero e proprio bliz per procedere negli arresti ponendo fine all’attività criminale per spalancare davanti agli imputati quelli dell’iter giudiziario.

Un iter non esente da lungaggini e “colpi di scena” che si è appunto concluso in questi giorni portando una volta per tutte alle condanne definitive dei soggetti in questione, ai quali dopo nove anni di discussione legale adesso spetta un consistente periodo di carcere.

Il processo

Poco dopo il momento dei fatti era stato aperto un processo verso gli imputati terminato con una condanna per furto voluta dal giudice per le indagini preliminari, poi però ribaltata in appello a causa di un vizio di forma che ne aveva invalidato la decisione precedente costringendo gli inquirenti ad un processo bis.

Questo cambiamento ha chiaramente causato un allungamento notevole dei tempi giudiziari, questo perchè ha imposto di fatto di ricominciare da capo in tutto il percorso legale procedendo con una nuova edizione di tutte le fasi del processo.

Che in Italia i tempi giudiziari siano lenti è un fatto purtroppo noto, ma è una macchina che pur muovendosi al rallentatore comunque si muove, fino al punto in cui dopo anni di sede giudiziaria si è arrivati finalmente ad una sentenza definitiva che vede i tre imputati colpevoli (all’epoca dei fatti c’erano anche altri due croupier coinvolti che però avevano subito scelto la via del patteggiamento).

Il risultato? Tutto si è concluso con una condanna a tre anni di reclusione per i due croupier e di tre anni e sei mesi per l’ex controllore comunale (sulla quale la sua posizione lavorativa ha fatto da ulteriore aggravante), sancendo così la fine di questa brutta storia ed una vittoria per il Casino di Sanremo, che è riuscito a rivalersi del torto subito attraverso una sentenza che fa anche da monito per chiunque in futuro vorrà azzardare una scelta criminale simile.

Le Nostre Conclusioni

La conclusione di questa vicenda giudiziaria è stata significativa per varie ragioni, prima delle quali è naturalmente che le attività illecite non rimangono impunite nonostante tempi giudiziari non proprio “lampo”, mentre la seconda è proprio legata ad un processo che, nonostante i tempi lunghissimi, è comunque arrivato alla sua conclusione “bypassando” anche i vizi di forma che ne avevano annullato la prima sentenza.

Questo con la speranza che in futuro non si verifichino più situazioni simili limitando ai giocatori la possibilità di uscire dal casinò con un ricco bottino guadagnato in modo legittimo e benedetto dalla fortuna. Fortuna che è mancata ai tre condannati, come giusto quando si tratta di scelte illecite che penalizzano anche altre persone oltre che la legge.

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